Iscritta dal 23 Maggio 2013 presso il A.I.Me.F - Iscrizione al Ministero dello Sviluppo Economico Legge 14 Gennaio 2013, n. 4

Regolamento Interno

gloria.mercanti 09/10/2015

Il presente  Regolamento  Interno,  che consta di 14 (quattordici)  articoli, ha il proposito  di perfezionare  lo Statuto  Associativo  e di fissare in un unico documento quanto stabilito nel corso delle Assemblee dei soci e dei Consigli direttivi tenutisi dalla sua fondazione al momento attuale. L’Assemblea Generale Annuale dei soci/e lo ha ratificato in data 28 maggio 2017.

REGOLAMENTO INTERNO

Il presente Regolamento interno, che consta di 14 (quattordici) articoli, ha il proposito di perfezionare lo Statuto associativo e di fissare in un unico documento quanto stabilito nel corso delle Assemblee dei soci/e e dei Consigli Direttivi tenutisi dalla sua fondazione al momento attuale. L’Assemblea Generale Annuale dei soci/e lo ha ratificato in data 28 maggio 2017.

ART. 1 REGOLE RELATIVE ALL’INGRESSO NELL’ASSOCIAZIONE

I soci dell’A.I.Me.F. sono Mediatori Familiari qualificati e in attività.

A parziale modifica dell’Art. 17 dello Statuto: Chiunque desideri associarsi dovrà presentare compilata la scheda di iscrizione, presente nel sito dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari, specificando di essere in possesso di Laurea, almeno triennale, e di aver frequentato un corso di formazione professionale per Mediatori Familiari accettato e riconosciuto dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari (Cfr. Art. 12),  avendone superato positivamente l’esame finale.

L’ingresso nell’Associazione Italiana Mediatori Familiari avviene solo dopo il superamento di una serie di prove attestanti la competenza posseduta dal candidato socio/a: a) esame scritto comprovante le conoscenze teoriche specifiche acquisite dal mediatore familiare, b) esame orale comprovante la conoscenza della deontologia, dei compiti, delle abilità e delle materie specifiche legate alla mediazione familiare, nonché lo stato dell’arte e della ricerca scientifica sulla mediazione familiare (consistente anche nella discussione di una tesi compilata dall’aspirante socio/a che illustri il percorso formativo svolto e analizzi i casi condotti in qualità di mediatore familiare), c) esame pratico, consistente in un gioco di ruolo in cui il candidato a socio/a svolga il ruolo di mediatore familiare, comprovante conoscenze, abilità, competenze e attitudine alla buona pratica della mediazione familiare, d) il candidato a socio/a dovrà fornire tutto il materiale didattico relativo alla formazione specifica di mediatore familiare (compreso il registro della frequenza alle ore di lezione, il registro o la scheda individuale della pratica guidata svolta e le relative relazioni sui casi).  Le prove descritte devono permettere la valutazione delle conoscenze, competenze e abilità relative all’art. 17 dello Statuto. Dovranno inoltre attestare che tutti gli aspiranti soci/e abbiano acquisito il rispetto della deontologia agli Artt. 18, 19 e 20 dello Statuto dell’Associazione.

La prova di competenza sopra descritta, oltre che attraverso l’esame d’ingresso nazionale, può anche essere svolta direttamente presso la scuola di formazione che abbia erogato il corso di formazione professionale per Mediatori Familiari accettato e riconosciuto dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari, purché in presenza di un Osservatore inviato dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari (Cfr. Art. 2, comma 1).

L’esame d’ingresso nazionale si realizza ogni volta che occorre, in base alle richieste associative pervenute alla Segreteria Nazionale dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari.

Per coloro che, volendo associarsi all’Associazione Italiana Mediatori Familiari, avessero frequentato corsi non accettati e riconosciuti dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari, ma sufficientemente formativi, ovvero della durata minima di 240 ore reali e frequentate in presenza di cui minimo 170 ore sulla mediazione familiare così come descritta nello Statuto dell’Associazione, minimo 70 ore sulle materie complementari così come descritte nello Statuto dell’Associazione, minimo 40 ore di stage di cui almeno 20 ore svolte attraverso attività attinenti alla mediazione familiare presso centri pubblici o esercizi privati di mediazione familiare e, infine, 40 ore di pratica guidata. La prova di competenza delle conoscenze, abilità, capacità e attitudine degli aspiranti soci/e viene testata attraverso l’esame d’ingresso nazionale.

 Per coloro che, volendo associarsi all’Associazione Italiana Mediatori Familiari:

      a) fossero già associati ad altre associazioni nazionali di mediatori familiari iscritte al Ministero dello Sviluppo Economico, oppure

      b) avessero lasciato trascorrere quattro anni solari dalla conclusione della propria formazione riconosciuta dall’Associazione Italiana Mediatori familiari senza iscriversi, oppure

      c) avessero sospeso la propria iscrizione all’Associazione Italiana Mediatori Familiari per più di quattro anni solari, oppure

      d) fossero usciti dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari e vi volessero fare nuovamente ingresso, oppure

      e) fossero in possesso di laurea almeno triennale, attestazione comprovante la loro attività specifica di mediazione familiare almeno decennale e una lettera di presentazione di un Mediatore Familiare iscritto all’Associazione Italiana Mediatori Familiari che garantisca la loro competenza,

l’esame di ingresso nazionale consisterà in un colloquio orale con la Commissione d’Esame (consistente della descrizione della propria attività di mediazione familiare), e nell’esame pratico come sopra descritto (role-palying o gioco di ruolo).

Il candidato a socio/a dovrà dichiarare di svolgere l’attività di mediatore familiare o che intende svolgerla,   impegnandosi a condurre almeno due casi di mediazione familiare ogni anno.

Il candidato a socio/a dovrà dichiarare il suo modello operativo generale, al fine di una corretta segnalazione al pubblico delle competenze di ciascun socio/a da parte dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari nello svolgimento dell’attività di mediatore familiare.

Il candidato a socio/a all’atto della domanda, si impegna a rispettare tutte le regole presenti nello Statuto e nel presente Regolamento Interno, e a versare la quota associativa entro 15 giorni dalla comunicazione ufficiale di avvenuta delibera di ammissione a socio/a da parte del Consiglio Direttivo.

Al fine della pubblicazione del nominativo dei soci nell’elenco ufficiale, si richiede all’atto della domanda di ammissione di firmare il consenso di cui al  D.Lgs. n.196/2003.

ART. 2 ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE D’ESAME

Al fine di verificare le competenze degli aspiranti soci/e, presso ogni commissione d’esame finale istituita dai centri/organismi formativi che offrono corsi di formazione professionale per Mediatori Familiari accettati e riconosciuti dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari, verrà inviato un Osservatore al fine di osservare, verificare e quindi garantire il corretto svolgimento sia del corso, sia delle prove d’esame finali e raccogliere, attraverso un test apposito, il parere dei corsisti rispettivamente al corso frequentato.

Per ogni sessione d’esame d’ingresso nazionale nell’Associazione Italiana Mediatori Familiari verrà eletta dal Consiglio Direttivo una Commissione d’esame nazionale. Ogni Commissione d’esame sarà composta da tre membri, convocati tra i soci dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari, con comprovata esperienza di mediatori familiari (almeno 20 casi) e con almeno cinque anni di comprovata esperienza nel campo della formazione professionale dei mediatori familiari.

Tutti i membri della Commissione d’esame dovranno garantire neutralità ed imparzialità.

L’esaminato/gli esaminati hanno facoltà di ricusare uno o più membri della Commissione d’esame entro 15 giorni dalla comunicazione dei nominativi, se vengono ravvisati rischi di parzialità o di non neutralità di giudizio o per altro motivo di importante rilevanza (ad esempio nessun membro della Commissione d’esame conosce il modello operativo dell’esaminato/degli esaminati), e il Consiglio direttivo provvederà a nominare una nuova Commissione d’esame che non potrà essere più ricusata.

La Commissione d’esame dovrà istituire prove d’ingresso all’A.I.Me.F. atte a permettere la valutazione della competenza e delle abilità di mediazione familiare relative all’art. 17 dello Statuto. Dovranno inoltre attestare che tutti gli esaminati abbiano acquisito il rispetto della deontologia agli artt. 18, 19 e 20.

La Commissione d’esame provvederà a far pervenire alla segreteria nazionale tutta la documentazione e gli atti relativi alla sessione d’esame svoltasi, affinché vengano conservati nell’archivio dell’associazione.

ART. 3 ATTESTATO DI MEDIATORE FAMILIARE – TESSERINI ASSOCIATIVI

Con la L. 4/2013, il tesserino dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari attesta al pubblico l’appartenenza del suo portatore/trice ad un’associazione professionale iscritta al Ministero dello Sviluppo Economico tesa a garantire la qualità e la qualificazione dei servizi dei propri soci/e. Il tesserino associativo attesta che il socio/a possiede i requisiti necessari ad un mediatore familiare professionista qualificato.

Il tesserino viene rilasciato a tutti i soci/e dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari e viene vidimato con  apposito bollino ogni anno, all’atto dell’avvenuto versamento della quota sociale annuale.

Il tesserino associativo ha scadenza annuale.

Il tesserino viene ritirato o annullato ai soci/e che abbiano perso la qualità di socio/a (cfr. art. 2 dello Statuto), oppure ai soci/e che abbiano infranto le regole di condotta professionale (cfr. art. 8 del presente Regolamento interno).

ART. 4 MODELLI DI LAVORO E TARIFFE

L’Associazione Italiana Mediatori Familiari accoglie soci/e appartenenti a diverse scuole di formazione per mediatori familiari, di conseguenza i modelli operativi possono essere, pur nel rispetto delle regole presenti nello Statuto, non omogenee.

Durante la seduta di orientamento iniziale, si richiede ai soci/e di comunicare sempre tempestivamente agli utenti/ai clienti il proprio modello operativo e la metodologia di lavoro, così come le proprie tariffe (art. 20 dello Statuto).

ART. 5 ASSICURAZIONE RC PER DANNI ARRECATI NELL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ DI MEDIATORI FAMILIARI

Tutti gli associati dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari, pena l’esclusione dall’associazione, devono essere in possesso di polizza RC professionale in qualità di mediatori familiari.

La quota associativa annuale dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari comprende il premio assicurativo con la compagnia assicurativa convenzionata.

ART. 6  PROCEDURE DI CONTROLLO E DI VERIFICA SULL’OPERATO DEI SOCI

Solo il Consiglio Direttivo, tramite la Segreteria Nazionale, ha il compito di controllo e di verifica sull’operato dei soci/e al fine di garantire l’utenza sulla qualità delle prestazioni professionale erogate, a tal fine potrà sottoporre i soci/e a verifiche, relative anche all’aggiornamento e alla supervisione professionale, durante tutta la durata della loro iscrizione e in qualsiasi momento.

ART. 7 AGGIORNAMENTO E SUPERVISIONE PROFESSIONALE

Tutti gli associati, pena l’esclusione dall’associazione, devono rispettare l’Art. 15, comma b, dello Statuto, ovvero devono sottoporsi a continuo aggiornamento professionale.

A ciascun socio/a il Consiglio Direttivo può richiedere le prove (attestati di frequenza), che abbia frequentato in qualità di partecipante almeno 16 ore di aggiornamento professionale all’anno (considerando l’anno solare). Tra le varie diverse opzioni potrà trattarsi di: corsi di aggiornamento, corsi avanzati, convegni relativi alla mediazione familiare.  Oltre all’aggiornamento professionale ai soci/e è richiesta la supervisione professionale, almeno 10 ore annue.

In caso di lieve inadempienza, il Consiglio Direttivo potrà sollecitare il socio/i  e fissare un termine per la presentazione degli attestati. In caso di grave inadempienza, come il mancato aggiornamento o l’assenza di ore di supervisione alla pratica professionale da più di tre anni, considererà questa come una violazione deontologica, regolata dall’art. 8 del presente Regolamento Interno. In caso di malattia, gravidanza o impedimento grave, è possibile recuperare ore di aggiornamento e/o di supervisione nell’annualità successiva, ma non è possibile estendere tale periodo su 3 (tre) annualità.

ART. 8  SUPERVISORI PROFESSIONALI DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDIATORI FAMILIARI

L’Associazione Italiana Mediatori Familiari richiede ai propri associati,  come osservato nell’Art. 7 del presente Regolamento Interno, di partecipare annualmente ad almeno 10 ore di supervisione professionale ogni anno, attraverso incontri individuali o di gruppo, tenuti da mediatori familiari dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari qualificati da una formazione specifica: i Supervisori Professionali (Cfr. sul sito “Istituzione dei Supervisori professionali dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari).

Durante il primo contatto con il supervisore professionale, questi sarà tenuto a chiarire la natura e lo scopo della supervisione esercitata e/o condotta, chiarirà che cosa sarà affrontato nella relazione di supervisione, illustrerà il proprio significato di “riservatezza” e quali siano le eccezioni, concorderà l’uso eventuale del materiale e dei dati sottoposti a supervisione (chi li vedrà, dove essi saranno conservati e per quanto tempo), infine illustrerà le proprie tariffe.

La supervisione fra pari (fra colleghi mediatori familiari) non è valida ai fini dell’obbligo associativo.

La terapia individuale o di gruppo non è valida ai fini dell’obbligo associativo, a meno che non venga specificamente autorizzata da un Supervisore Professionale dell’Associazione o dal Consiglio Direttivo Nazionale. Ad ogni modo, non possono essere conteggiate più di 3 (tre) ore di terapia all’anno, nel computo della supervisione professionale del mediatore familiare.

Ai fini dell’obbligo associativo la supervisione professionale deve essere condotta da un Supervisore Professionale A.I.Me.F. In alternativa può anche essere condotta da un formatore A.I.Me.F. o da un formatore e supervisore professionale di altra associazione purché abbia gli stessi requisiti minimi di accesso alla specifica formazione richiesti da A.I.Me.F., ovvero: a) 5 (cinque) anni di iscrizione ininterrotta ad associazione di mediatori familiari iscritta al Ministero dello Sviluppo Economico, b) che abbia mediato almeno 20 casi, c) che abbia tenuto almeno 100 ore di formazione teorico-pratica in mediazione familiare. Il Supervisore Professionale che non appartenesse all’elenco specifico dei Supervisori Professionali A.I.Me.F., dovrà allegare all’attestazione di supervisione anche il proprio curriculum professionale firmato in calce (dove si possa avere riscontro delle qualifiche descritte come necessarie) e fotocopia della carta di identità. L’attestazione rilasciata all’allievo sarà valida solo alla verifica delle qualifiche del supervisore da parte di A.I.Me.F.

ART. 9 MANCATO RISPETTO DELLO STATUTO E DELLE REGOLE DI CONDOTTA PROFESSIONALE

Ogni socio/a è tenuto al rispetto delle regole contenute nello Statuto e nel presente Regolamento interno, e soprattutto delle regole di condotta professionale.

Qualora venisse segnalata all’Associazione Italiana Mediatori Familiari una infrazione al Regolamento Interno o allo Statuto da parte di uno o più soci, il Consiglio Direttivo ha il compito di comunicarlo al coordinatore della Commissione Disciplinare (cfr. Art. ), che convocherà il socio/i  e verificherà l’accaduto. Chiederà contestualmente al socio/i, provvisoriamente sospesi, di riconsegnare il loro tesserino associativo.

Se l’infrazione sarà di carattere amministrativo, la Commissione Disciplinare richiamerà il socio/i ai loro doveri seguendo l’Art. 2 dello Statuto.

Al fine di tutelare gli utenti/clienti del servizio di mediazione familiare (Legge 30 luglio 1998, n. 281 " Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 1998, come modificata dalla legge 24 novembre 2000, n. 340 - pubblicata nella G.U. n. 275 del 24 novembre 2000 - dal Decreto Legislativo 23 aprile 2001, n. 224 – pubblicato nella G.U. n. 137 del 15 giugno 2001 - e dall'articolo 11 della legge n.39 del 1 marzo 2002 pubblicata nel Suppl, Ord. alla G.U. n. 72 del 26 marzo 2002), sono istituiti presso la sede nazionale e presso i consigli regionali servizi di tutela e di ascolto agli utenti/consumatori.

Qualora venisse segnalata una o più infrazioni concernenti il rispetto delle regole deontologiche e relative all’esercizio della Mediazione Familiare, la Commissione Disciplinare ha facoltà di richiedere al socio/i  di mettere a disposizione documentazione attestante la sua pratica professionale e potrà arrivare sottoporre il socio/i  alla verifica delle loro competenze e attitudini. Se l’esame verrà superato positivamente il tesserino verrà immediatamente restituito al socio/i  esaminati.

ART. 10 ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE DISCIPLINARE

Dal Gennaio 2013 è istituita stabilmente la Commissione Disciplinare dell’Associazione Italiana Mediatori familiari, al fine di garantire e tutelare il pubblico, gli utenti/consumatori e gli stessi soci/e.

La Commissione Disciplinare è composta da tre membri, convocati tra i soci/e dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari, con comprovata esperienza e attitudine. Un membro è stato scelto e dovrà essere scelto preferibilmente tra i soci/e promotori dell’associazione, un membro è stato scelto e dovrà essere scelto tra i soci/e con competenze giuridiche, e un membro tra i soci/e con competenze socio-pedagogiche e/o psicologiche.

I membri della Commissione Disciplinare dovranno garantire neutralità ed imparzialità.

La Commissione Disciplinare ha il compito di verificare oltre alla competenza, alle abilità, e al livello di qualificazione professionale di un socio/a, soprattutto la sua correttezza professionale, rispetto al presente Regolamento Interno e allo Statuto dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari (cfr. sul sito Deontologia).

La Commissione Disciplinare avrà il compito di accertare l’accaduto e prendere provvedimenti, relativamente a segnalazioni da parte di: utenti/clienti mediati, soci/e dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari, persone e professionisti, associazioni ed enti privati e pubblici. A tal fine, oltre a convocare gli interessati, a svolgere ricerche ed interviste, potrà istituire prove scritte, orali e pratiche atte a permettere la valutazione delle conoscenze teoriche e pratiche, delle abilità di mediazione familiare relative all’art. 17 dello Statuto, nonché dell’atteggiamento rispettoso delle norme statutarie e deontologiche, e del regolamento interno.

Qualsiasi socio/a notasse irregolarità, comportamenti, comunicazioni e/o atteggiamenti dissonanti rispetto alle proprie aspettative di correttezza da parte di altri soci/e dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari, dovrà inviarne comunicazione scritta via e-mail al Coordinatore della Commissione Disciplinare, il quale avrà il compito di selezionare quanto sia da indirizzare o meno al vaglio della Commissione Disciplinare. Il Coordinatore della Commissione Disciplinare ha il compito di accogliere e gestire i diverbi tra i soci/e.

Il Coordinatore della Commissione Disciplinare viene eletto direttamente in seno alla Commissione Disciplinare.

I membri della Commissione Disciplinare restano in carica permanente e verranno sostituiti per abbandono dell’incarico, o su richiesta motivata da parte degli altri membri della commissione o del Consiglio Direttivo. Il membro sostituito verrà scelto nel rispetto della specificità dell’incarico da assolvere e dei suddetti criteri.

ART. 11 CONSIGLIERI DI ZONA

Dal 2007 sono stati realizzati i Consigli Regionali, ovvero sedi locali dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari presso ogni regione.

I Consigli Regionali sono formati dal Consigliere/a e da un Vice-Consigliere/a, che lo può sostituire in caso di impedimento o assenza, e corrispondono geograficamente all’indirizzo fornito dal Consigliere/a Regionale.

L’incarico del Consigliere/a e del Vice-Consigliere/a è annuale, e può essere rinnovato per un massimo di tre mandati consecutivi. In caso di comprovata necessità, il Consiglio Direttivo può disporre ulteriori proroghe non superiori a una annualità.

I compiti del Consigliere/a Regionale sono i seguenti:

-          fare da ponte tra la propria regione e il Consiglio Direttivo, inviando con regolarità il proprio rapporto scritto alle riunioni del Consiglio Direttivo

-          presenziare alle iniziative riguardanti direttamente o indirettamente la mediazione familiare, che si svolgeranno presso la propria regione

-          facilitare democraticamente i rapporti tra i soci/e della propria regione, dimostrando, anche nello svolgere il suo ruolo, attitudini di mediatore

-          reclutare tra i mediatori familiari più qualificati della propria regione nuovi soci/e nell’Associazione Italiana Mediatori Familiari

-          fornire un servizio di tutela ai consumatori, senza sostituirsi alla Commissione Disciplinare dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari per quanto riguarda l’operato dei soci/e. Dovrà quindi fare capo, per questo tipo di problematiche, al Coordinatore della Commissione Disciplinare

-          astenersi dal promulgare e pubblicizzare iniziative personali di aggiornamento e supervisione professionale per non ingenerare conflitti di interesse fra i soci/e appartenenti alla propria regione. Userà onestà, trasparenza ed equità, pubblicizzando ogni attività formativa, di aggiornamento e di supervisione riconosciuta e/o patrocinata da A.I.Me.F. sul proprio territorio

-          realizzare e amministrare, o solo amministrare qualora fosse stato già realizzato, un gruppo WhatsApp contenente tutti i soci/e della propria regione o quelli che vorranno restarvi, al fine di realizzare un collegamento tra soci/e e dare loro modo di restare collegati dandosi e ricevendo informazioni e notizie

-          realizzare e amministrare, o solo amministrare qualora fosse stata già realizzata, una pagina regionale dell’Associazione Regionale Mediatori Familiari su FaceBook su cui pubblicherà personalmente e permetterà ai soci/e di pubblicare contenuti e informazioni rilevanti e qualificate attinenti la mediazione familiare.

I compiti dei Vice-Consigliere/a Regionale sono i seguenti:

-     collaborare con il Consigliere/a Regionale nelle attività che questi deve svolgere

-     presenziare alle iniziative riguardanti direttamente o indirettamente la mediazione familiare, che si svolgeranno presso la propria regione, qualora il Consigliere/a Regionale non fosse in grado di parteciparvi.

L’uso del marchio A.I.Me.F. è utilizzabile per finalità istituzionali e concesso in uso ai soci/e, alle scuole di formazione con corsi riconosciuti da A.I.Me.F., ad enti o persone con eventi patrocinati da A.I.Me.F. per iscritto. E’ necessaria autorizzazione scritta del Consiglio Direttivo Nazionale per ogni altro uso.

E’ consentito l’utilizzo di canali comunicativi pubblicitari dell’associazione: sito web ufficiale, social networks, chat lines, ecc., solo ai soci/e e in relazione ad eventi riconosciuti e/o patrocinati dal Consiglio Direttivo Nazionale di A.I.Me.F.

E’ del Consigliere/a Regionale ogni e qualsiasi responsabilità civile e penale relativa ai contenuti verbali e alle immagini dei social networks e delle chat regionali da lui amministrate.

L’elezione del Consigliere/a Regionale e del Vice-Consigliere/a Regionale avviene in modo democratico in ogni regione. Per l’elezione del Consigliere/a e del Vice-Consigliere/a è ammesso anche il voto per delega, ma è possibile delegare solo un socio/a (non un non-associato). Data l’importanza rappresentativa del Consigliere/a Regionale per ogni singolo socio/a, ogni socio/a può detenere una sola delega e si impegna a relazionare anche personalmente a chi lo abbia delegato. Entro il 28 febbraio di ogni anno il Consigliere Regionale ha il compito di comunicare la propria rinomina o la nuova nomina del Consigliere/a Regionale e del Vice Consigliere/a Regionale eletti nella propria regione trasmettendo il verbale dell’assemblea alla Segreteria Nazionale.

I candidati al ruolo di Consigliere/a Regionale e Vice-Consigliere/a Regionale, per poter dare ai propri soci/e rappresentati un vissuto di continuità, devono avere esperienza associativa di almeno 3 (tre) anni e non avere incarichi direttivi in altre associazioni di mediatori familiari, salvo diversa disposizione autorizzata dal Consiglio Direttivo Nazionale. I nominativi dei candidati eletti vengono inviati dal Consigliere/a Regionale uscente alla Segreteria Nazionale per la verifica dei requisiti e cominceranno ad esercitare il proprio incarico solo dopo la ratifica del Consiglio Direttivo Nazionale. Il Consigliere/a Regionale uscente farà allora il passaggio delle consegne al Consigliere/a Regionale entrante (con consegna delle password e dei timbri A.I.Me.F.).

ART. 12 REGOLE PER LA PARTECIPAZIONE IN DELEGA ALL’ASSEMBLEA GENERALE ANNUALE DEI SOCI E PER LA CANDIDATURA AL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

A chiarimento dello Statuto, ogni socio/a in regola con i requisiti associativi, in caso di impedimento a partecipare personalmente all’Assemblea Generale, può farsi rappresentare, da un altro associato/a (un altro mediatore familiare iscritto ad A.I.Me.F.). La delega, predisposta dalla Segreteria Nazionale, deve contenere il nome e il cognome della persona delegata e deve essere debitamente firmata dal socio delegante. Ogni delegato può rappresentare un massimo di 5 (cinque) soci, cui si impegna a relazionare anche personalmente circa l’andamento dell’assemblea.

Per l’elezione del Consiglio Direttivo Nazionale, ogni socio/a può detenere una sola delega scritta e firmata dal delegante, non 5 (cinque), e si impegna a relazionare anche personalmente a chi lo ha delegato.

Il voto in Assemblea Generale è palese, mentre per l’elezione del Consiglio Direttivo Nazionale è segreto.

I candidati al Consiglio Direttivo Nazionale, data l’importanza sociale, organizzativa e politica dell’incarico, oltre a dover essere in regola con i requisiti associativi, devono avere esperienza associativa di almeno 5 (cinque) anni e non avere incarichi direttivi in altre associazioni di mediatori familiari. I candidati invieranno la propria candidatura con una presentazione personale cui allegheranno il Curriculum Vitae alla Segreteria Nazionale, entro 30 (trenta) giorni dalla data prefissata per le elezioni per le necessarie verifiche e per la comunicazione ai soci/e.

A partire dalle prossime elezioni del Consiglio Direttivo Nazionale, i soci/e in regola per votare, che non potessero partecipare personalmente all’assemblea generale annuale e che volessero esprimere direttamente le proprie preferenze sui candidati da eleggere, potranno votare on-line attraverso il sito ufficiale dell’A.I.Me.F., le votazioni on-line verranno aperte 24 ore prima dell’assemblea e chiuse all’inizio dell’assemblea. I risultati verranno consultati direttamente e ufficialmente dai soci/e presenti in Assemblea Generale Annuale e aggiunti a quelli dei votanti presenti.

ART. 13 COMMISSIONE PER L’ACCETTAZIONE E IL RICONOSCIMENTO DEI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE PER MEDIATORI FAMILIARI

E’ istituita una commissione scientifica permanente per l’accettazione e il riconoscimento della adeguatezza dei corsi di formazione alla professione di mediatore familiare. La Commissione per l’Accettazione e riconoscimento dei corsi di Formazione (in breve CAF) è composta da tre membri, di cui uno facente parte del consiglio Direttivo Nazionale e/o uno tra i soci/e promotori dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari. I membri della CAF dovranno garantire neutralità ed imparzialità nei confronti delle strutture/organismi formativi.

I compiti della CAF sono:

- accettare e riconoscere come adeguati i corsi di formazione professionale rispondenti alle caratteristiche dell’art. 12 del presente Regolamento Interno

- sorvegliare la qualità dei corsi riconosciuti

I membri della CAF restano in carica permanente e verranno sostituiti per abbandono dell’incarico, o su richiesta motivata da parte degli altri membri della commissione o del Consiglio Direttivo. Il membro sostituito verrà scelto nel rispetto della specificità dell’incarico da assolvere e dei suddetti criteri.

La CAF si riunisce periodicamente per sottoporre ad esame le nuove richieste di accettazione e riconoscimento, o per verificare la qualità dei corsi già riconosciuti.

La CAF collabora con la segreteria nazionale, che ha il compito di realizzare la comunicazione con le strutture/organismi formativi e di archiviarne il materiale ricevuto sia dalla CAF, sia dalle strutture/organismi formativi stessi.

La CAF ha il compito di coordinare gli Osservatori dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari e di raccogliere informazioni in merito ai corsi riconosciuti e i test di verifica finale.

La CAF conserva presso la sede del suo presidente di commissione l’archivio di tutto il materiale relativo ai corsi di formazione accettati e riconosciuti o da riconoscere, i verbali degli Osservatori e i Test di valutazione dei corsi compilati dagli esaminandi.

ART. 14 ACCETTAZIONE E RICONOSCIMENTO DEI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE PER MEDIATORI FAMILIARI

L’Associazione Italiana Mediatori Familiari accetta, riconosce come adeguati e garantisce al pubblico corsi di formazione per mediatori familiari rispondenti alle seguenti caratteristiche:

-          in seguito alla L. 4/2013, il direttore didattico del corso e il responsabile dello stage devono essere mediatori familiari dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari da almeno 3 (tre) anni o appartenenti da almeno 3(tre) anni ad altre associazioni di mediatori familiari iscritte al Ministero dello Sviluppo Economico

-          informazioni trasparenti su: le date previste di inizio e di fine del corso, il numero previsto dei partecipanti, il luogo previsto di svolgimento del corso, la quota di partecipazione prevista, i moduli didattici e le aree di insegnamento dei docenti del corso, l’elenco dei luoghi di stage previsti e concordati per i partecipanti, lo statuto e la brochure descrittiva delle attività della scuola/ente di formazione

-          dichiarazione che i locali che ospiteranno il corso sono a norma (L. 626)

-          dichiarazione di assenza di vertenze penali pendenti sulla scuola/ente di formazione e/o sul suo rappresentante legale

-          compilazione finale, da parte degli allievi, dell’apposito questionario predisposto dalla CAF per la valutazione del corso da parte dei partecipanti

-          accesso agli esami solo da parte degli iscritti al corso riconosciuto e con almeno l’80% della frequenza effettiva al corso

-          logo dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari con dicitura “Riconosciuto dall’A.I.Me.F.”  e il numero di riconoscimento concesso dalla Segreteria Nazionale, sul materiale relativo al corso riconosciuto e sull’attestato finale

-          ricevuta del versamento dell’importo richiesto a titolo di "Diritto per l'apertura della procedura di riconoscimento di un corso di formazione di base"

-          impegno ad informare l’Associazione Italiana Mediatori Familiari della data dell’esame finale almeno 30 giorni prima del suo verificarsi e di comunicare altresì tutti gli eventuali cambiamenti relativi al corso riconosciuto

-          l’intera formazione deve essere biennale (due anni solari completi dalla data della prima lezione alla data dell’esame di secondo livello)

-          il numero delle ore di formazione teorico-pratica non dovrà essere inferiore a 240, dovranno essere ore reali (di 60 minuti) e frequentate in presenza con massimo il 20% di ore di assenza.

-          Vengono riconosciuti corsi svolti con formazione a distanza solo se comprendono almeno 180 ore di formazione teorico pratica in aula (frequentate in presenza), le ore di mediazione familiare devono essere svolte tutte in aula e non a distanza

-          il numero delle ore sulla mediazione familiare (teoria ed esercitazioni) non dovrà essere inferiore a 170 modifica ore e presenza. Vedasi lo Statuto per la definizione delle materie e degli argomenti ascrivibili alla mediazione familiare

-          il numero delle ore su materie e competenze complementari (vedasi lo Statuto per la definizione delle materie e degli argomenti ascrivibili alle materie complementari) non dovrà essere inferiore a 70 modifica ore e presenza

-          in ogni giornata di formazione possono essere svolte non più di 8 ore

-          esame di primo livello: “idoneità alla pratica guidata supervisionata” composto da tesi, esame scritto e pratico (cfr. Art. 1, comma 3) con attribuzione di giudizio complessivo finale

-          esame di secondo livello: “qualifica professionale”, consistente in un colloquio valutativo basato su una tesi che descriva e analizzi il percorso formativo biennale e uno o più casi mediati personalmente dal candidato

-          presenza in commissione d’esame sia di primo che di secondo livello, dell’Osservatore dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari

-          il numero delle ore di stage , da svolgersi prima dell’esame di primo livello, non dovrà essere inferiore a 40, ed è inteso come 20 ore almeno di pratica da svolgersi presso professionisti, centri e/o enti pubblici o privati che effettivamente svolgano sedute di mediazione familiare. Oltre allo stage, per l’esame di secondo livello, dovranno tenersi almeno 40 ore di supervisione didattica e professionale sui casi condotti personalmente dal candidato in qualità di mediatore familiare

I corsi con i parametri stabiliti dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari precedenti sia alla pubblicazione della Norma Tecnica UNI, sia all’approvazione del presente regolamento interno e già riconosciuti dall’Associazione Italiana Mediatori Familiari, permettono, al superamento dell’esame finale, l’ingresso in Associazione in qualità di Soci Idonei alla Pratica Guidata Supervisionata.

I soci/e potranno completare la propria formazione una volta associati, ed adeguarsi ai parametri descritti, ottenendo, al superamento del colloquio valutativo, la qualifica professionale di secondo livello, così come stabilito dalla norma tecnica UNI. In breve, con lo svolgimento della pratica guidata supervisionata (quindi con lo svolgimento di almeno un caso e la partecipazione a 40 ore di supervisione professionale) e la maturazione, per chi avesse alle spalle una formazione annuale di 180 ore, di altre 60 ore e un secondo anno di frequenza, al socio verrà consentito di svolgere il colloquio valutativo (esame orale), che se superato dà accesso alla qualifica di secondo livello: attestato di qualifica professionale, che dà accesso alla certificazione presso enti terzi (crf. Legge 4/2013 e Norma UNI).

Roma, 28 maggio 2017

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