Socio Fondatore Federazione Italiana delle Associazioni di Mediatori Familiari
Iscritta dal 23 Maggio 2013 presso il A.I.Me.F - Iscrizione al Ministero dello Sviluppo Economico Legge 14 Gennaio 2013, n. 4

Linee Guida A.IMe.F

gloria.mercanti 19/10/2015

Commissione Linee Guida” composta da Annalisa MOLTENI, Cristina CESANA e Daniela GALLI

E Aggiornamento Linee Guida 2021 a cura del Dott. Natale CENTO

Linee Guida per

istituzione di prassi di

invio al Mediatore Familiare

conformi a Legge 14 gennaio 2013, n. 4

Il presente documento, corredato da schemi e tavole sintetiche, si propone come uno strumento d’orientamento agli operatori giuridici. Il testo è stato approvato dall’Assemblea Generale Annuale dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari (A.I.Me.F.) il 24 giugno 2007 e successivamente rivisto alla luce delle modifiche normative intervenute.

Premesso che

• l’art. 337 ter c.c. dispone che “Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale;

• l’art. 337 octies c.c. stabilisce che “qualora ne ravvisi l’opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 337ter c.c. per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli”;

• l’art 6 L. 14 gennaio 2013, n. 4 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” stabilisce che “La qualificazione della prestazione professionale si basa sulla conformità della medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI”;

• Norma UNI 11644:2016 “Mediatore Familiare - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, è entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 13 agosto 2016 per definire “in modo adeguato ed univoco i riferimenti della figura professionale di Mediatore Familiare, stabilendone altresì una omogeneizzazione dei programmi di formazione promossi da enti pubblici e/o privati, al fine di garantire un livello qualitativo di formazione e garanzia dell’utenza”;

Constatato che

presso alcuni Tribunali italiani, il giudice nomina il Mediatore familiare per lo svolgimento di C.T.U. ex art. 61 c.p.c., o in funzione di ausiliario ex art. 68 c.p.c.;

Considerato che

per il combinato disposto di art 6 L. 14 gennaio 2013, n. 4 e Norma UNI 11644:2016

• al Mediatore Familiare è consentito riferire all’Autorità Giudiziaria esclusivamente circa l’adesione o meno delle parti al percorso di Mediazione Familiare;

• NON rientra tra i compiti del Mediatore Familiare formulare giudizi, diagnosi, consulenze legali, pedagogiche e psicologiche;

Alla luce delle prassi istituite presso diversi Tribunali italiani e delle intese siglate tra A.I.Me.F. e Magistratura, grazie alle quali alle parti di un procedimento di separazione/divorzio viene data l’opportunità di ricevere direttamente e tempestivamente da un Mediatore Familiare qualificato le informazioni che determineranno una scelta consapevole di intraprendere o rinunciare all’intervento di un Mediatore Familiare, al fine di raggiungere accordi di separazione/divorzio negoziati direttamente dalle parti e per questo durevoli e mutuamente sostenibili;

A.I.Me.F. ritiene necessario, a tutela dei diritti minori coinvolti in un conflitto genitoriale, precisare che:

- l’attività di Mediazione Familiare è incompatibile con quella del C.T.U. ex art. 61 e ss c.p.c. e artt. 13-24; 89-92 disp. att. c.p.c.

- mentre gli ausiliari del giudice - tra cui in primis il C.T.U. - sono da quest’ultimo incaricati in suo ausilio ai fini della decisione, il Mediatore Familiare, invece, aiuta le parti genitoriali a decidere autonomamente sulle questioni relative ai propri figli. Mentre il destinatario dell’attività dell’ausiliario risulta essere il giudice, i beneficiari dell’attività del Mediatore Familiare sono le parti;

- la riservatezza e la confidenzialità degli incontri di Mediazione Familiare nonché la volontarietà consapevole dell’accesso al percorso (che esclude, di per sé, una nomina da parte del giudice, la formulazione di un quesito a cui rispondere e un giuramento), confermano l’inconciliabilità tra i due istituti;

- essendo l’attività del Mediatore Familiare svolta su incarico e nell’interesse delle parti, il relativo compenso è concordato tra queste ultime ed il Mediatore Familiare, non liquidato dal giudice, salvo che il Mediatore Familiare incaricato dalle parti non lavori in una struttura pubblica.

Sulla scorta di quanto appena precisato, A.I.Me.F. formula le seguenti

LINEE GUIDA OPERATIVE:

1. Per agevolare un scelta consapevole delle parti di un procedimento di separazione/divorzio è auspicabile che il Presidente del Tribunale, già nel decreto di fissazione dell’udienza presidenziale, inviti le parti a rivolgersi ad un Mediatore Familiare per un colloquio informativo ad esito del quale potranno decidere consapevolmente se intraprendere o meno un percorso di mediazione Familiare;

2. per ovviare alla difficoltà di reperire sul territorio Mediatori Familiari qualificati e disponibili in tempi compatibili con le esigenze di tutela dei figli minori coinvolti da un conflitto genitoriale, è consigliato mettere a disposizione delle parti un elenco dei Mediatori Familiari qualificati a cui le parti stesse potranno rivolgersi per l’informativa a cui hanno diritto. Presso diversi Palazzi di Giustizia italiani, sono stati istituiti elenchi presso la sede del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, la cancelleria di Volontaria Giurisdizione o presso la Presidenza del Tribunale, anche a seguito di intese sottoscritte con A.I.Me.F.;

3. in sede di udienza presidenziale,

a) ad esito negativo del tentativo di conciliazione ex art. 708 c.p.c.,

b) laddove il giudice abbia disposto l’affidamento condiviso dei figli in un procedimento di separazione/divorzio giudiziale,

c) nel caso in cui le parti non abbiano consultato un Mediatore Familiare per ottenere informazioni sulla Mediazione Familiare,

d) verificato che a carico di nessuna delle parti vi siano

- condanne anche non definitive per reati commessi in danno di minorenni,

- condanne anche non definitive o emissione di provvedimenti cautelari penali per fatti di reato relativi a violenza domestica e di genere,

- patologie psichiatriche;

è opportuno che il giudice stesso sensibilizzi le parti e i loro Avvocati, invitandoli ad un incontro informativo con un Mediatore Familiare qualificato, stante la diretta correlazione tra la durevolezza degli accordi che le parti possono raggiungere direttamente e con l’aiuto di un terzo imparziale ed il mantenimento ed efficace esercizio della comune responsabilità genitoriale;

4. a prescindere dalla fase e dal grado di giudizio, ove le parti vogliano spontaneamente intraprendere un percorso di Mediazione familiare, è necessario che le medesime, tramite i loro Avvocati, presentino al giudice istanza congiunta di un congruo rinvio per un tempo non inferiore a tre mesi;

5. ai fini di una corretta ed efficace utilizzazione della Mediazione Familiare a beneficio delle parti, è importante che i giudici non chiedano al Mediatore Familiare, incaricato dalle parti, di riferire sui contenuti degli incontri di Mediazione Familiare, lasciando alle parti la libertà di riferire congiuntamente sugli esiti del percorso di Mediazione Familiare.

SCHEMA A - PRINCIPALI DIFFERENZE TRA:

 

 

 

CTU ex art. 61 c.p.c.

 

ALTRI AUSILIARI ex art. 68 c.p.c.

MEDIATORE FAMILIARE qualificato secondo L. 14 gennaio 2013, n. 4

1.

BENEFICIARIO ATTIVITÀ

Giudice ai fini della decisione

Parti, ai fini del raggiungimento/modifica condivisa di accordi di separazione/divorzio

2.

ACCESSO    PER    LE PARTI

Obbligatorio su provvedimento del giudice

Volontario su scelta consapevole delle parti

3.

AMBITO ATTIVITÀ

Endo-processuale

Extra-processuale

4.

CONFERIMENTO INCARICO

Nomina e quesito del giudice

Scelta delle parti

5.

GIURAMENTO

No

6.

RESPONSABILITÀ

 Civile

 Penale generica

 Penale specifica come pubblico ufficiale

 Sospensione dall’esercizio

 Civile

 Penale generica

7.

RAPPORTO   CON   IL PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO

 Relazione e processo verbale

 Chiamata a chiarimenti

 Riservatezza          e       confidenzialità         sul

contenuto degli accordi.

 Eventuale comunicazione dell’adesione o meno al percorso.

8.

COMPENSO

Liquidato dal giudice

Concordato tra le parti ed il mediatore familiare

9.

INCARICO CONFERITO

Di tipo valutativo attraverso:

 consulenze

 descrizioni

 indagini

Di tipo compositivo attraverso:

 migliora mento della comunicazione

 sostegno nella costruzione di accordi

 riduzione della conflittualità.

SCHEMA B - ATTIVITÀ DI INCARICO DEL PROFESSIONISTA

RUOLI E FUNZIONI

ATTIVITÀ

C.T.U. ex art. 61 c.p.c.

ALTRI AUSILIARI ex art. 68 c.p.c.

 

con competenze tecniche specifiche,

nominati dal Giudice per giurare e rispondere ad un quesito.

Consulenza   tecnica finalizzata a svolgere l’incarico   di tipo valutativo   ricevuto nei limiti del quesito e nel rispetto del c.p.c., senza avviare un percorso di Mediazione Familiare.

ESPERTO MEDIATORE FAMILIARE ex art. 3 3 7 o c t i e s c.c.

 

 

Formato alla Mediazione familiare,

incaricato dalle parti.

Intervento di un terzo qualificato affinché, in fasi critiche connotate da conflitto, le parti raggiungano personalmente, accordi rispetto ai bisogni ed interessi da loro stessi definiti, con particolare attenzione ai figli. ai fini del mantenimento ed esercizio della comune responsabilità genitoriale.

 

 

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