
VIOLENZA NELLE RELAZIONI INTIME
Rappresentazioni e vissuti nella stanza della mediazione
Seminario laboratoriale per mediatori familiari
LA VIOLENZA DOMESTICA E DI GENERE Orario: 9.30 – 13.30
ATTIVITÀ LABORATORIALE IN PRESENZA, SVOLTA SU CASI TEORICO-PRATICI Orario 14.30 – 16.30
Formatori in possesso dei requisiti previsti dall’art. 5 del Decreto interministeriale 151/2023 (svolgeranno il loro intervento in co-conduzione);
Samantha Rainò mediatrice familiare AIMeF
Luisella Perucca mediatrice familiare AIMeF
Luca Rosito mediatore familiare AIMeF
Finalità
La giornata si propone di approfondire il tema della violenza nelle relazioni intime, interrogandosi su come essa venga rappresentata, riconosciuta e letta all’interno del percorso di mediazione familiare. Attraverso un approccio partecipativo ed esperienziale, i partecipanti saranno accompagnati nella riflessione sulle proprie rappresentazioni della violenza e sui criteri che orientano la valutazione della mediabilità della situazione, anche alla luce delle disposizioni introdotte dalla riforma Cartabia.
La giornata formativa si aprirà con l’accoglienza dei partecipanti e la presentazione degli obiettivi del seminario. Attraverso la costruzione condivisa del contratto d’aula verranno definiti il contesto di lavoro, le modalità di partecipazione e le condizioni necessarie per favorire un confronto aperto e rispettoso su un tema complesso e delicato come quello della violenza nelle relazioni intime.
L’incontro sarà dedicato all’esplorazione delle rappresentazioni della violenza presenti tra i partecipanti. Mediante attività di brainstorming e momenti di confronto in sottogruppo, verranno raccolte e analizzate le parole, le immagini e i significati associati alla violenza nelle relazioni affettive. Il lavoro consentirà di riflettere sulle rappresentazioni sociali e professionali della violenza, interrogandosi sulle differenze tra conflitto, alta conflittualità e dinamiche violente. L’obiettivo sarà favorire una lettura più articolata e consapevole delle situazioni che il mediatore familiare può incontrare nella propria pratica professionale.
L’attenzione sarà rivolta anche al ruolo del mediatore come osservatore e, al tempo stesso, parte del processo relazionale. Attraverso esercitazioni individuali e momenti di confronto in gruppo, i partecipanti saranno invitati a riflettere sulle proprie rappresentazioni della violenza, sulle risonanze personali e sui rischi interpretativi che possono influenzare l’analisi delle situazioni. Particolare attenzione sarà data alla costruzione di una postura professionale consapevole e riflessiva.
Le innovazioni introdotte dalla riforma Cartabia faranno da conrice e riferimento per definire. le condizioni nelle quali la mediazione può non risultare appropriata, alle possibili decisioni di sospensione, rinvio o interruzione del percorso e alle responsabilità professionali del mediatore nella tutela delle persone coinvolte.
È previsto un laboratorio di analisi di casi, finalizzato a trasferire le riflessioni emerse nel corso del seminario all’interno della pratica professionale. Attraverso la presentazione e la discussione di situazioni concrete, i partecipanti saranno chiamati a confrontarsi con la complessità della valutazione delle dinamiche relazionali e con le scelte che il mediatore familiare è chiamato a compiere nei casi in cui emergano possibili indicatori di violenza.
L’attività consentirà di esercitarsi nell’individuazione degli elementi rilevanti per la valutazione della mediabilità, nell’analisi dei segnali di rischio e nella formulazione di ipotesi relative alla conduzione del colloquio preliminare. Particolare attenzione sarà dedicata ai processi decisionali che accompagnano il lavoro del mediatore, con riferimento alle possibili opzioni professionali, alla tutela delle persone coinvolte e alla coerenza con il quadro normativo e deontologico di riferimento.
La metodologia prevede il lavoro in piccoli gruppi, finalizzato all’analisi e alla discussione dei casi proposti, seguito da una restituzione in plenaria che permetterà il confronto tra differenti chiavi di lettura, ipotesi operative e criteri di valutazione, valorizzando l’esperienza professionale dei partecipanti e la costruzione condivisa di buone prassi.
Obiettivi formativi
Al termine dell’incontro i partecipanti saranno in grado di:
- riflettere criticamente sulle proprie rappresentazioni della violenza nelle relazioni intime;
- distinguere tra conflitto, alta conflittualità e situazioni caratterizzate da dinamiche violente;
- riconoscere indicatori utili alla valutazione della mediabilità;
- approfondire il quadro normativo e deontologico relativo alla presenza di violenza nei percorsi di mediazione familiare;
- confrontarsi su criteri e strumenti per la sospensione o l’interruzione della mediazione in situazioni non mediabili;
- sviluppare una maggiore consapevolezza professionale nella gestione dei casi complessi.
- Per info iscrizioni – VEDI LOCANDINA ALLEGATA
- A.I.Me.F. ha riconosciuto nr. 06 ore di aggiornamento professionale continuo nelle seguenti materie: nr. 04 ore in “La violenza domestica e di genere” e nr. 02 ore di “Attività laboratoriali svolte in presenza, su casi teorico-pratici”. Codice 78/2026APC
Dettagli aggiuntivi
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